Molti concetti del campo magnetico sono analoghi a quelli del campo elettrico, con sostituzioni sistematiche. Questa sezione introduce il campo B\vec{B} e il tesla, costruisce il confronto colonna-a-colonna tra E\vec{E} e B\vec{B}, e mette a fuoco la differenza cruciale: l’assenza di monopoli magnetici.

Many concepts of the magnetic field are analogous to those of the electric field, via systematic substitutions. This section introduces the field B\vec{B} and the tesla, builds the column-by-column comparison between E\vec{E} and B\vec{B}, and focuses on the crucial difference: the absence of magnetic monopoles.

Esiste una grandezza vettoriale, il campo magnetico B\vec{B}, tale che in presenza di un magnete (o di una corrente) altri magneti (o cariche in moto) subiscono forze. È l’analogo magnetico del campo elettrico E\vec{E}: descrive, punto per punto, come lo spazio è predisposto a esercitare forze magnetiche.

Principio — Il campo magnetico B\vec{B}

In presenza di un magnete o di una corrente, altre cariche in moto subiscono una forza descritta dal campo vettoriale B\vec{B}. Il suo modulo si misura in tesla (T).

L’unità di misura del campo magnetico è il tesla (T). Analizzando dimensionalmente la forza di Lorentz F=qvBF = qvB si ricava l’equivalenza in unità fondamentali:

1  T=1  kgAs21\;\text{T} = 1\;\frac{\text{kg}}{\text{A}\cdot\text{s}^2}

Il tesla è un’unità “grande”: il campo magnetico terrestre alla superficie vale circa 5105  T5\cdot 10^{-5}\;\text{T}, una comune calamita da frigorifero qualche millitesla, mentre i magneti superconduttori di una risonanza magnetica raggiungono 113  T3\;\text{T}.

Accanto a B\vec{B} compare una costante fondamentale, la permeabilità magnetica del vuoto μ0\mu_0, analoga magnetica di ε0\varepsilon_0 in elettrostatica:

μ0=4π107  Tm/A\mu_0 = 4\pi\cdot 10^{-7}\;\text{T}\cdot\text{m/A}

La relazione che unifica elettricità e magnetismo

ε0μ0=1c2\varepsilon_0\,\mu_0 = \frac{1}{c^2} La costante elettrica e quella magnetica non sono indipendenti: il loro prodotto fissa la velocità della luce. È il primo indizio che luce, elettricità e magnetismo sono lo stesso fenomeno, come si vedrà con le equazioni di Maxwell.

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There exists a vector quantity, the magnetic field B\vec{B}, such that in the presence of a magnet (or a current) other magnets (or moving charges) experience forces. It is the magnetic analogue of the electric field E\vec{E}: it describes, point by point, how space is disposed to exert magnetic forces.

Principle — The magnetic field B\vec{B}

In the presence of a magnet or a current, other moving charges experience a force described by the vector field B\vec{B}. Its magnitude is measured in tesla (T).

The unit of measurement of the magnetic field is the tesla (T). Analysing the Lorentz force F=qvBF = qvB dimensionally gives the equivalence in base units:

1  T=1  kgAs21\;\text{T} = 1\;\frac{\text{kg}}{\text{A}\cdot\text{s}^2}

The tesla is a “large” unit: the Earth’s magnetic field at the surface is about 5105  T5\cdot 10^{-5}\;\text{T}, a common fridge magnet a few millitesla, while the superconducting magnets of an MRI scanner reach 113  T3\;\text{T}.

Alongside B\vec{B} there is a fundamental constant, the magnetic permeability of free space μ0\mu_0, the magnetic analogue of ε0\varepsilon_0 in electrostatics:

μ0=4π107  Tm/A\mu_0 = 4\pi\cdot 10^{-7}\;\text{T}\cdot\text{m/A}

The relation that unifies electricity and magnetism

ε0μ0=1c2\varepsilon_0\,\mu_0 = \frac{1}{c^2} The electric and magnetic constants are not independent: their product fixes the speed of light. This is the first clue that light, electricity and magnetism are the same phenomenon, as will become clear with Maxwell’s equations.

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Molti concetti del campo magnetico si ottengono da quelli del campo elettrico con sostituzioni sistematiche. Tenere a mente questo confronto colonna-a-colonna è la guida concettuale più efficace per orientarsi nel magnetismo: dove nell’elettrostatica c’era ε0\varepsilon_0 e la carica qq, nel magnetismo compaiono μ0\mu_0 e le cariche in moto.

Campo elettrico E\vec{E}Campo magnetico B\vec{B}
Costantek=9109k = 9\cdot 10^9, ε08,851012\varepsilon_0 \approx 8{,}85\cdot 10^{-12}μ0=4π107\mu_0 = 4\pi\cdot 10^{-7}
Sorgente puntualecarica qq (±\pm)“carica” magnetica (N/S)
Monopoliesistono (elettroni, protoni…)non esistono!
Linee di campoaperte (++\to-)sempre chiuse
Gauss (flusso)ΦE=Qint/ε0\Phi_E = Q_\text{int}/\varepsilon_0ΦB=0\Phi_B = 0 (sempre)
Forza su carica qqF=qE\vec{F} = q\vec{E}F=qv×B\vec{F} = q\,\vec{v}\times\vec{B}

Le analogie sono profonde ma non complete, e proprio dove si rompono si nasconde la fisica più interessante. Due differenze spiccano su tutte. La prima: la forza elettrica agisce su qualsiasi carica, ferma o in moto, mentre quella magnetica agisce solo su cariche in moto e in direzione perpendicolare alla velocità. La seconda, ancora più radicale, è l’assenza di monopoli magnetici: non esiste una “carica magnetica” isolata paragonabile all’elettrone. Da questa mancanza discende che le linee di B\vec{B} sono sempre chiuse e che il flusso di B\vec{B} attraverso ogni superficie chiusa è nullo.

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Many concepts of the magnetic field are obtained from those of the electric field through systematic substitutions. Keeping this column-by-column comparison in mind is the most effective conceptual guide for finding one’s way around magnetism: where electrostatics had ε0\varepsilon_0 and charge qq, magnetism has μ0\mu_0 and charges in motion.

Electric field E\vec{E}Magnetic field B\vec{B}
Constantk=9109k = 9\cdot 10^9, ε08,851012\varepsilon_0 \approx 8{,}85\cdot 10^{-12}μ0=4π107\mu_0 = 4\pi\cdot 10^{-7}
Point sourcecharge qq (±\pm)magnetic “charge” (N/S)
Monopolesexist (electrons, protons…)do not exist!
Field linesopen (++\to-)always closed
Gauss (flux)ΦE=Qint/ε0\Phi_E = Q_\text{int}/\varepsilon_0ΦB=0\Phi_B = 0 (always)
Force on charge qqF=qE\vec{F} = q\vec{E}F=qv×B\vec{F} = q\,\vec{v}\times\vec{B}

The analogies are deep but not complete, and it is precisely where they break down that the most interesting physics hides. Two differences stand out above all. The first: the electric force acts on any charge, at rest or in motion, whereas the magnetic force acts only on moving charges and in a direction perpendicular to the velocity. The second, even more radical, is the absence of magnetic monopoles: there is no isolated “magnetic charge” comparable to the electron. From this absence it follows that the lines of B\vec{B} are always closed and that the flux of B\vec{B} through any closed surface is zero.

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La differenza cruciale tra campo elettrico e campo magnetico è l’assenza di monopoli magnetici. Nell’elettrostatica una carica positiva può stare da sola, separata da una negativa; nel magnetismo questo non accade mai.

Non esistono monopoli magnetici

In natura non si trovano mai cariche magnetiche isolate. Ogni magnete ha sempre due poli, Nord (N) e Sud (S): se spezzi una calamita a metà non ottieni “mezza N” e “mezza S” separati, ma due calamite più piccole, ognuna con i suoi N e S.

Spezzare una calamita non separa i poli: li duplica. Per quanto in piccolo si continui a tagliare, si ottengono sempre dipoli completi, mai un polo singolo.

Spezzando una calamita si ottengono due calamite complete, non due monopoli isolati.

La conseguenza matematica è netta: il flusso di B\vec{B} attraverso qualsiasi superficie chiusa è sempre zero. Tutte le linee che entrano in un volume ne escono, perché non esistono “sorgenti” magnetiche dentro cui possano terminare.

Flusso magnetico nullo

ΦB(superficie chiusa)=0\ev{\Phi_B(\text{superficie chiusa}) = 0}

È l’analogo magnetico del teorema di Gauss, ma con carica interna sempre nulla. Questa legge diventerà una delle quattro equazioni di Maxwell.

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The crucial difference between the electric field and the magnetic field is the absence of magnetic monopoles. In electrostatics a positive charge can exist on its own, separate from a negative one; in magnetism this never happens.

Magnetic monopoles do not exist

In nature isolated magnetic charges are never found. Every magnet always has two poles, North (N) and South (S): if you split a magnet in half you do not get “half N” and “half S” separately, but two smaller magnets, each with its own N and S.

Splitting a magnet does not separate the poles: it duplicates them. However finely you keep cutting, you always get complete dipoles, never a single pole.

Splitting a magnet gives two complete magnets, not two isolated monopoles.

The mathematical consequence is clear-cut: the flux of B\vec{B} through any closed surface is always zero. Every line that enters a volume also leaves it, because there are no magnetic “sources” inside for them to terminate on.

Zero magnetic flux

ΦB(closed surface)=0\ev{\Phi_B(\text{closed surface}) = 0}

This is the magnetic analogue of Gauss’s theorem, but with the enclosed charge always zero. This law will become one of Maxwell’s four equations.

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